libri

TRACCE DI VITA

di Leila Somazzi

 

Ti fisso l'anima

con gli occhi del cuore. 

I tuoi sguardi invadono

i più nascosti segreti della

mia vita, vita strana

che scorre lentamente

davanti al mondo intero.

Sorridi.

Dei misteri ne fai gioco che

facilmente risolvi...

                             

                                             

LE FORME DEI DESERTI

di Leila Somazzi

 

Immergo la mano affusolata nel tuo grembo

che fresco purifica

la mia anima ribelle e solitaria,

sfuggente anche al richiamo alla saggezza

madre severa e tiranna della ragione.

È oasi celeste

dove dialogare con gli Dei...

 

                                                    


IL CANTO DEGLI ANGELI

di Leila Somazzi

 

Posso cambiare corpo

riesco a mutare il viso,

ho occhi azzurri, neri o verdi,

ma il profumo intenso della mia Essenza

spezierà il mio pellegrinare inosservato e solleticherà le memorie di chi ho imbevuto con il mio passaggio, che riconoscerà le cadenze originali della mano fedele, eterna ed alleata.

IL MERCANTE DI SOGNI

di Leila Somazzi

 

Si narrava di un vecchio saggio che abitava una minuscola casetta sulla collina del paese. Vecchio strambo, che usciva poco e parlava ancor meno. Aveva però un continuo andirivieni di paesani che s'inerpicavano fino a lui per guardare in un misterioso sacco.

Cosa contenesse di preciso ancora non so si era capito, ma chi ne parlava lo faceva in modo talmente entusiasta che in molti non seppero trattenere la curiosità.

A quanto pareva, il vecchio, aveva proibito ai suoi visitatori di dire ad anima viva cosa contesse la sua sacca perché, diceva, era diverso per ognuno. Strana richiesta per un’altrettanto illogica spiegazione; comunque nessuno si era mai permesso di trasgredire quella regola...


MATILDE E IL GIARDINO FATATO

di Leila Somazzi

 

Matilde una bella bimba dai biondi codini e gli occhi tristi, sta giocando con Tommy il suo fratellino, in un bellissimo parco ricco di fiori e grandi alberi.

 

È una giornata piena di sole oggi e ci sono tanti bambini con le loro belle mamme; tutti impegnati a ridere e a divertirsi. Lei però non è allegra e sente quasi con fastidio le risate degli altri.

 

Il gioco la sta annoiando molto quando Tommy che sta perdendo la partita a biglie, si arrabbia moltissimo e con uno strattone poco gentile, ruba dalle sue braccia la sua bambola preferita, per poi scappare via veloce ridendo a crepapelle...

TRE SVITATE AL MERCATO

di Leila Somazzi

 

Inizio col dire che io sono l'unica sana di mente del gruppo. Detto questo mi presento. Mi chiamo Melanie, con l'accento sulla i alla francese. Sono nata a Parigi trentadue anni fa. Ok trentasei. Uffa trentasette! Bando ai dettagli... sono una fotografa. Mi piace il pianoforte ma non lo so suonare; vado pazza per la cucina cinese e gli oggetti tecnologici, specie quelli a cui manca un morso da una mela (anche se non ho ancora capito cosa significa). Sono una paranoica dell'ordine e della pulizia; taglio tutti i pelucchi e piccoli fili inopportuni da indumenti e borsette. Ho l'ossessione dei capelli lisci e mi viene una crisi di nervi se il tasso d'umidità crea orrende onde sulla mia rossa chioma. Odio le rane e uscire di casa meno che perfettamente vestita e truccata. A vedermi sembro un po' seria e rigida. Beh, forse ripensandoci tanto normale non sono, tant'è...


L'IRRILEVANTE FORMA

DELL' AMORE

di Leila Somazzi

 

Era una tiepida giornata di agosto la prima volta in cui ci siamo incontrati. Non ero entusiasta all'idea, non ero certa di volerti vedere. La casa era vecchia, di sasso e fresca all'interno. La signora mi fece accomodare sparendo istantaneamente per venire a cercarti. Pochi minuti ed eccola di ritorno, tronfia di orgoglio, certa dell'importanza e della buona riuscita del nostro incontro. Mi sedesti accanto osservandomi. Io quasi non osavo guardarti; ero impaurita e timorosa. Uscivo da una storia poco bella, finita male. Ne avevo sofferto, non troppo ma abbastanza per aver lasciato il segno. Avevi degli occhi verdi incredibilmente belli; fu quella la prima cosa che mi colpì. Non leggevo sfida nel tuo sguardo, solo una gradevole saggezza che ti rendeva quasi paterno nei miei confronti. Chissà come devo esserti sembrata buffa tutta ritirata nelle spalle, a capo chino. Ricordo che mi sfuggì anche qualche lacrima, cosa di cui mi vergognai tremendamente...

MATILDE E LE MAGIE DEL FIORE

di Leila Somazzi

 

La scuola è finita per quel giorno e Matilde trotterella a casa cantando una canzone. 

È allegra e spensierata ed è tutta presa dall'osservare le meraviglie  della natura che la circonda, quando intravede qualcosa di rossiccio che cattura la sua attenzione. Ma... vuoi vedere che... Una codina con la punta bianca le da conferma che in quel cespuglio c'è proprio micio, il suo grande amico conosciuto tempo nel giardino fatato:

"Micio!", esclama tutta eccitata correndo verso di lui.

"Matilde! Ehi, che bello rivederti!". Il gatto le salta in braccio e inizia subito a leccarle il viso con la sua linguetta ruvida. Rasp, rasp, rasp.

"Come mai sei uscito dal tuo giardino magico? Avevo capito che quella era la tua casa e che da lì non uscivi."

"Sai ogni tanto faccio una passeggiata e guarda come sono stato fortunato oggi!"

"Mi sei mancato tanto!", gli dice strofinando il viso nella sua pelliccia.

"Anche tu bambina; ma vieni, andiamo a divertirci ora!". ...


LA RIVINCITA DELLE TONTE

di Leila Somazzi

 

Tonta. Il mio soprannome fin dalle elementari. E questo per quale motivo? Perché un esercizio di italiano in terza, c'era da mettere il corrispondente maschile o femminile degli animali che occhieggiavano malefici dal foglio del test. Maschile: toro. Femminile? Toressa. È logico no? Tutti i bambini sanno che -essa sta per femmina, vero? Professore-professoressa, poeta-poetessa, toro-toressa. Non faceva una piega. Invece la défaillance è volata di bocca in bocca (i bambini si sa, sanno essere molto cattivi) e io sono diventata la tonta.

 

Ora, dopo ventinove anni, continuo a essere la tonta e per certi aspetti, specie alcune mie scelte in campo sentimentale, non posso negare che un po' mi calza. Di sicuro è quello che pensano mio fratello e mia nonna.

 

Vivo con la nonna dall'età di dodici anni, cioè da quando persi i miei genitori in un incidente d'auto. No, non voglio compassione. O almeno non solo per questo. Vivere con la nonna è... mmm... come dire... impegnativo. Vilma, così si chiama la mamma di mia madre, è una settantottenne  energica, ruvida. Ha le sue idee, che sono perlopiù diaboliche. Sembra ci prenda gusto a ridurti a brandelli, perlomeno a parole...